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Ideatore fu Frederick Matthias Alexander (1869–1955), attore australiano che,
in seguito ad una improvvisa afonia che non si risolse nel
tempo, rifiutò l'unica soluzione possibile che la scienza medica
poteva offrirgli, cioè un intervento chirurgico. Fu in quell'occasione
che mise mano alla sua intelligenza, cercando di risolvere per
proprio conto il grave handicap.
Sperimentò su se stesso
che vi erano delle strette relazioni tra i problemi mentali ed
emozionali ed il corpo fisico, scoprendo che l'allineamento della
testa con il collo e le spalle è d'importanza vitale quando si
parla: le contrazioni muscolari di queste parti interferiscono con
la fonazione.
Notò che molte persone soffrivano di
disturbi causati dalla contrazione della muscolatura del capo e
delle spalle. Per ovviare a tale inconveniente mise a punto una
tecnica che risolse il suo problema dell’afonia, e nel 1904
trasferitosi a Londra, iniziò ad insegnare tale metodo. In seguito,
nel 1931, diede il via ai corsi di formazione per insegnanti della “Tecnica
Alexander”.
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IL
METODO
Nel metodo Alexander si
insegna come riappropriarsi della cosciente relazione tra la mente
ed il corpo, con una presa di coscienza della propria struttura
scheletrica e la padronanza della relazione tra le posture ed i
movimenti, che devono presentarsi scevri di condizionamenti dovuti
ai blocchi mentali. L’obiettivo principale di tale metodo è quello
di ritrovare se stessi in piena libertà e padronanza delle proprie
facoltà.
Questo procedimento è indicato per
risolvere disfunzioni a carico dell’apparato digerente,
mio-articolare, disturbi respiratori, insufficienze circolatorie,
disfunzioni sessuali, stati depressivi e malattie psicosomatiche.
L’operatore interviene con una serie
di manipolazioni correttive, mentre il paziente ripete mentalmente
delle frasi campione, inerenti la parte trattata e la correlata
relazione con la mente.
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